Un’immagine può esprimere un unico concetto meglio di mille parole. Se l’immagine è buona, può risultare tanto utile quanto una descrizione. Per questo può essere un elemento fondamentale per la link building.
Durante questi ultimi anni, i contenuti visivi stanno dominando il web. Quando si parla di tecniche di link building, il testo è la parte preponderante della conversazione. Questo perché un numero incredibile di organizzazioni online non pensa alle immagini come un modo per acquisire autorità.
Bensì le immagini hanno un potenziale che spesso viene sottovalutato. Non importa se si utilizzano infografiche o un meme, se l’immagine è collocata nel posto giusto al momento giusto può avere un valore inaspettato e può essere un elemento importante per la link building.
Se si sta cercando nuovi modi per costruirsi la propria personalità sul web con la link building, le immagini sono un ottimo metodo. In questo articolo andremo ad esplorare alcuni concetti base di link building, indagando nel “come” e nel “dove” poter acquisire un’ottima indicizzazione nella SERP.
Nello specifico, l’unico modo per rendere le proprie immagini funzionanti nella link builiding è quello di crearne di uniche. È sconsigliato porre link su immagini prese da altre fonti. Se vi è possibile fare foto dei propri prodotti e servizi (e, sostanzialmente, è sempre possibile farlo), non ci sono ragioni per non creare immagini autentiche.
Si può ad esempio consigliare di far fare foto ai dipendenti al lavoro (se possibile) e chiedere persino agli utenti stessi di inviare eventuali foto interessanti. Proprio quest’ultima “tecnica” di richiesta agli utenti di rilasciare foto e feedback può sfociare in un’ottima campagna di marketing.
Non solo semplici foto, ma anche infografiche vere e proprie sono elementi che possono rappresentare, nello specifico, le attività dell’azienda. Ad ogni modo, quando si creano immagini da zero, è importante assegnare il compito a chi ha il giusto occhio per il design digitale. Stessa cosa vale per le infografiche, in quanto le ricerche necessitano essere originali, professionali e perlopiù personali. In questo senso è importante prendersi il tempo necessario per considerare quali possono essere le immagini che emergono e che possono generare più traffico, sempre rimanendo coerenti al proprio brand.
Uno fra gli errori frequenti di gran parte dei brand per quanto riguarda le immagini è il dimenticarsi di rinominare e catalogare le immagini. Questo è un errore micidiale, considerando che Google e gli altri motori di ricerca hanno bisogno di questo tipo d’informazioni per identificare l’immagine in questione. Per fare in modo che l’immagine venga riconosciuta e catalogata è opportuno considerare il nome del file, la dimensione dell’immagine, l’alternate text e la didascalia.
Ad esempio, è opportuno non rinominare l’immagine di un piatto di pasta del proprio ristorante in “piatto_1234.jpg”, bensì è necesario scrivere qualcosa come “spaghetti_scoglio_ristorante_sul_mare_viareggio.jpg”. Anche la dimensione dell’immagine è altrettanto fondamentale. Ogni immagine necessita di avere la dimensione adeguata. A meno che non sia un’infografica gigante di 2500x1000, è opportuno considerare dimensioni moderate come 650x400 o 250x150 (sempre tenendo di conto cosa deve rappresentare l’immagine).
L’alternate text è un altro elemento cruciale, in quanto deve descrivere l’immagine in questione, sempre rimanendo brevi e coincisi. Questa sarà l’info principale che i motori di ricerca identificheranno per classificare l’immagine in questione. Stessa importanza va alla didascalia che risulta un elemento rilevante per le immagini e la loro catalogazione. È consigliato usare, per tutti questi fattori, una keyword funzinale. Considerando tutti questi punti, se si riesce a renderli effettivi nel modo giusto, l’immagine verrà catalogata in buoni risultati nei motori di ricerca.
Ci sono tanti altri modi per poter costruire link con le immagini. Il modo più facile è reclamare le proprie immagini da altri siti, richiedendo ai siti stessi che hanno utilizzato la tua immagine di porre un link su di essa. Compilando un database personale delle immagini che si possiedono (loghi, foto di prodotti, infografiche, etc.), è possibile ricercarle nei motori (caricandole anche su Google Images, TinEye, Image Raider e simili) e rintracciare i siti che possiedono le vostre immagini.
L’altra strategia di link building è piuttosto classica. Se si ha creato un’infografica o altre immagini che si pensa passono venir utilizzate da altri utenti, scrivere un blog sulle immagini e infografihe in questione e condividerle sui social è senz’altro una buona idea. È possibile anche consultare i siti in cui si possono emettere infografiche. Proprio tali siti provvederanno a promuovere la tua infografica (pur richiedendo link a sua volta).
Si può utilizzare le proprie infografiche anche per guadagnare guest post su altri siti. L’unica differenza fra questa operazione ed il guest blogging è che si ha un assetto già pronto per “invadere” altri proprietari di siti. Se si riesce a portare gli utenti verso questa direzione, molti provvederanno a ripostare l’infografica, altri magari vorranno un post originale che la accompagni (un breve testo può esser necessario per presentarla).
Se non si è interessati a fare ricerche per comporre infografiche, tuttavia è possibile ottenere link con semplici meme. Per approfondire questa tattica, è opportuno crearne di qualitativi, scegliendo il giusto humor che altri utenti vorranno utilizzare.È opportuno considerare che il successo dei meme ricade quasi esclusivamente sulla propria abilità di comporne di divertenti e che possano adattarsi con altri utenti.
In ambito SEO, le immagini sono elementi abusati e, allo stesso tempo, non utilizzate nel pieno della loro potenzialità. Molte aziende, senza saperlo potrebbero avere immagini nel loro desktop che otterrebbero un’indicizzazione ottima. Per questo ottimizzarle fin da subito può essere di grande aiuto.